giovedì 4 giugno 2026

Casa Gemma e la sua storia famigliare tramandata da racconti orali

 

Casa Gemma a Cividale del Friuli la sua storia

( racconti orali trasmessi da Nonna Gemma Colovatti e la figlia Lucia Formica)


                                            Nonna Gemma e Carlotta

La casa, molto antica, è databile intorno al 1500 circa

Le notizie più concrete, giunte a me da fonti orali,  raccontano la storia dell’abitazione, dal 1800 quando era di proprietà di una coppia che, non avendo figli, la lasciò al sacerdote della parrocchia di Santa Dorotea

Si racconta di un campo sul Natisone annesso alla casa , che conteneva il cippo di pietra con una  scritta riferita alla Chiesa.  

Fu a seguito venduta ed acquistata da Giovanni Petricigh che si sposò con  Giuseppina Birtig  di Costa di Vernassino dieci anni più giovane  da cui ebbe un figlio di nome Luigi.

I due si sposarono per procura, essendo lui all’estero.

Quando si incontrarono per il matrimonio, iniziò comunque, una intensa e profonda storia d’amore

Amarono molto la casa e ne fecero il loro nido.

Persero una figlia prematuramente di sei mesi  ma la vita regalò loro la gioia della genitorialità con la nascita di  Luigi.

 Passarono gli anni e purtroppo, la sorte  avversa di Giovanni, lo portò a morire molto giovane,  lasciando Giuseppina vedova con un figlio di sei anni

                          

     Giovanni Colovatti detto Palma e Giuseppina Birtig

La nonna Giuseppina cercò di proseguire facendosi sostenere dalla suocera che portò a vivere a casa con sé ma passato un po' di tempo, si innamorò  di un uomo dieci anni più giovane di lei, conosciuto nella osteria che aveva creato nel grande salone con il caminetto centrale.

All’epoca, una donna che si relazionava con un uomo più giovane, non era vista senza giudizio ( più accettato era il contrario)

Lei però, donna di forte temperamento, non si lasciò convincere dalla forma sociale e dal giudizio altrui, e sposò bisnonno Giuseppe Colovatti detto il  Palma ( cosi era soprannominato perché era di Percoto di Palmanova e vendeva cavalli).

Il figliolo Luigi non accettò mai quell’unione tra la madre ed un nuovo uomo,  rimanendo per sempre legato al ricordo paterno.

Venne la prima guerra  mondiale e Luigi e  Giuseppe detto Palma ( Figliastro e Padre vicini come età anagrafica visto che avevano 12 anni di differenza)l’attraversarono a combattere al fronte.

La casa fu abbandonata e divenne infermeria, ospedaletto militare ove si prestavano le prime cure ai feriti.

Giuseppina, nel frattempo, si trasferì in montagna con le figlie e lasciò la casa e il paese come molti fecero in quel momento storico.

Luigi e Giuseppe detto il Palma  ritornarono dal primo conflitto mondiale, vivi nel fisico ma feriti nell’anima e nel cuore. Palma zoppicava  a causa della ferita avuta in battaglia sul Piave a Vittorio Veneto.

Finita la guerra , anche Giuseppina ritornò dalle valli del Natisone dove aveva trovato protezione e ristoro  ai momenti difficili,  e trovò a Grupignano, ancora la sua vecchia casa

Un giorno, in famiglia si narra l’episodio in cui  vennero nella stalla i soldati delle forze nemiche e vollero portare via le uniche  due mucche rimaste  e lei  si fece forza davanti ai soldati e minacciò di uccidere le bimbe e se stessa  (visto che sarebbero  a quel punto morte di fame)  se loro avessero portato via l’unico sostentamento in tempi di  grande carestia . Loro spaventati dalla sua forza e tenacia, portarono via una sola mucca e la lasciarono in pace.

Giuseppe detto il Palma Portò con sé, dai giorni della guerra in Veneto, un bambino  che aveva perso i genitori ed era rimasto orfano e a cui si era molto legato

Quel ragazzino rimase in famiglia  sino all’età di quattordici anni essendo di grande aiuto per Giuseppina e le bambine piccole , sostenendola anche nel lavoro in campagna e con gli animali.  

Il bimbo fuggito dalla guerra, aveva i capelli di colore rosso e rimase in famiglia  sino alla fine del periodo bellico e poi decise di partire in Veneto a cercare i suoi parenti. Ritornò in Friuli, dopo molto anni, oramai divenuto un bel giovanotto, a ringraziare, con tutto il cuore, Giuseppina e Palma. L’abbraccio dell’incontro fu molto sentito e ricordato da tutti.

Intanto Luigi, ritornato dalla guerra anche lui ferito ma guarito, iniziò a non tollerare la presenza paterna, con cui aveva sempre avuto un rapporto complesso e difficile e decise di partire in Australia a cercare fortuna, allontanandosi anche da sua madre con la quale si sentiva in conflitto per aver sposato un altro uomo.

Quando partì la nonna Gemma aveva  10 anni e fu l’unica che lo accompagnò alla corriera e  per lui pianse moltissimo non accettando quella partenza.

Tra loro rimase un contatto sottile, che negli anni seguenti, rimase vivo nel cuore più che nelle azioni perché i due fratelli non si videro mai più.

Intanto Giuseppina dovette affrontare una vita non sempre facile tra il lavoro in campagna, l’educazione delle figlie e il sostegno alle gravide del paese che seguiva subito dopo il parto insieme all’ostetrica ( comare).

Giuseppina Birtig e  Palma ebbero Cinque figlie: Iolanda (emigrata a seguire in Belgio); Rina che si trasferì  con il marito a latina; Assunta, Gemma ( Emilia) Gina rimasero tutte, in Friuli  nei dintorni di Cividale dove si sposarono 

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Nella foto le sorelle Colovatti

Gemma a 18 anni incontrò Giuseppe che faceva servizio nel corpo della guardia di finanza nella caserma di Cividale  ed era originario  della Sicilia  dove  aveva  Sette fratelli ( Maria Concettina Rosina Dante Salvatore e altri due fratelli)

 

   Giuseppe Formica e Colovatti Gemma


Si fidanzarono per cinque anni e a trentacinque anni  lui e ventisei lei, nel 1940 si sposarono e partirono per La Spezia dove lui venne destinato in servizio fuori zona, per non partire come soldato nella seconda  guerra mondiale.

A La Spezia Gemma restò incinta  di Dante e  quando lui ebbe  nove mesi, Giuseppe venne mandato in Sardegna  per la guerra. Gemma e il marito concepirono Bruno prima della sua partenza

Per non restare a La Spezia   sola con un bimbo appena nato ed uno di arrivo,  sentendosi lontana da casa, tornò  da sua madre.

            Gemma con i figli Dante il più grande e Bruno il più piccino

 
A Grupignano, circondato dall’affetto della famiglia Nasce Bruno e  nonna Gemma restò  con i vecchi  genitori che l’  aiutarono e sostennero con tutti i mezzi che poterono.

Per tutto il periodo di guerra, la famiglia  fece sede nella casa, assistendo ai bombardamenti e a ciò che un conflitto portò in quegli anni, compresa una grande carestia  

Finita la guerra, ritorna Giuseppe marito di Gemma in Friuli  Venezia Giulia

Rimase fuori per diversi anni perché gli dissero che i suoi famigliari non c’erano più. Lui non disperò,  perché li sentiva vivi e  per questo,  li cercò e li ritrovò.

 A seguire  ripartì, per dovere di servizio, con Gemma e i due figli Dante e Bruno alla volta di  Curon Venosta dove nacque l’ultimogenita Lucia

                                                      

                                           Giuseppe Formica con l'ultimogenita Lucia

Si racconta che i figli, oramai grandi, quasi non lo riconobbero  e fecero fatica ad accettarne la presenza.  

Ritornano dopo alcuni anni  in regione, questa volta in una zona più impervia, vicino al  confine con la ex Iugoslavia,  a canale del Grivò .

Lucia ha  solo due anni  quando la coppia ebbe nel cuore  l’  intenzione di trasferirsi  in Sicilia, terra di Giuseppe,  ma l’idea e il progetto non si realizzerà mai.

Poco dopo, nonno Giuseppe detto Palma muore.

Giuseppina  resta così sola  nella casa che per lei si dimostra essere tanto grande ; vorrebbe venderla ma accade che un amico la distoglie da quell’intento incoraggiandola a restare dove è.

Fu questa scelta una benedizione perché a seguire, sua figlia e Gemma e il genero Giuseppe tornarono a casa a Grupignano e vi restano insieme a lei sino alla sua morte avvenuta a 86 anni

Gemma visse con Giuseppe nella casa sino a che morì Giuseppe e rimanendo  sola, scelse di  trasferirsi a Udine con la figlia Lucia sposata Con Gianni con cui ebbe due figli Claudio e Denis

 Lì Gemma morì circondata da tantissimo amore all’età di 94 anni dopo aver aiutato tutti quanti figli e nipoti con il cuore e la generosità che la contraddistinguevano.

IL figlio Dante iniziò a vivere nella casa di Grupignano dopo aver lavorato qualche anno in Germania a Colonia come emigrante,  con la moglie Ivana e la ristruttureranno insieme.


                                     Dante e Ivana Nadalutti

Bruno, lasciò la casa ancora giovanissimo e si trasferì in Australia, dove cercò fortuna. Si sposò con Maria ed ebbe due figli: Maurizio e Luisa

La madre Gemma patì molto la partenza del figlio e da quel momento non lo rivede più fisicamente ma lo sentì per anni  solo al telefono. 

A seguire, dopo il sisma del 1976 la parte più antica della casa si danneggiò e così Dante e Ivana, con l’aiuto della figlia Rosa Rita 

                                                       Ivana e Dante con nonna Gemma

Ivana e Dante mancarono improvvisamente quando erano ancora molto giovani a distanza di un anno l'uno dall'altro e lasciarono la casa alla figlia

Rosa Rita  dopo un periodo non semplice, incontrò Roberto con cui si sposò  e diventando genitori di Carlotta

Rosa Rita e Roberto, dopo la  morte dei genitori, amando Cividale del Friuli decisero di proseguire il viaggio  di cura e ristrutturazione della casa rendendola una casa vacanze aperta alle persone di tutta Europa e dedicandola a Gemma nonna speciale


Rosa Rita e Roberto  
Roberto pur arrivando da Udine,  ha sempre portato amore  e dedizione alla casa rendendola insieme alla moglie…. pietre vive!


Cividale del Friuli 22 maggio 2026


Casa Gemma e la sua storia famigliare tramandata da racconti orali

  Casa Gemma a Cividale del Friuli la sua storia ( racconti orali trasmessi da Nonna Gemma Colovatti e la figlia Lucia Formica)           ...