La fine dell’estate mi permette ogni anno di stilare un
bilancio di ospitalità non solo economica ma anche emotiva del progetto “casa
vacanze gemma a Cividale del Friuli”
Molte famiglie, persone incontrate anche in questi mesi estivi 2026 ma insieme ad esse molte storie.
L’incontro resta il focus del progetto casa vacanze e questo muove noi che ospitiamo nelle azioni, pensieri, parole e chi viene ospitato.
Olanda , Germania, Austria, Francia, Australia ed Italia
sono state sino a questo settembre 2026, le terre che abbiamo conosciuto attraverso gli
ospiti
Ci è piaciuto esplorarne la bellezza e le criticità ascoltando
le narrazioni di chi giungeva da lontano
e raccontava di usi ,tradizioni, arte storia, eno-gastronomica della propria
regione.
Questo mi ha permesso di riflettere in senso pedagogico
su quanto osservo in questa esperienza arricchente per me persona e
professionista.
La pedagogia del viaggio
si riferisce agli studi educativi che
analizzano il viaggio come dispositivo
di formazione, rito di passaggio ed esperienza profonda di trasformazione del Sé”.
Viaggiare non è solo
un momento ricreativo, un percorso di leggerezza e svago ma può essere visto anche come un itinerario pedagogico
che ci permette l'incontro con l'altro, la novità, ciò che non
prevediamo e l'esplorazione di ciò che si incontra, si può trasformare in
profonda crescita personale.
Molta attenzione e valore viene dato al “percorso”
rispetto alla meta, perché il tragitto e lo spazio che si crea
tra un luogo e l'altro, racchiudono il vero potenziale trasformativo in ogni
singola persona.
Il viaggio è da sempre presentato come una metafora archetipica della vita, del percorso
di ogni uomo e della sua formazione umana (ripensiamo, per esempio, al tema del viaggio dell'eroe)
Per “incamminarsi verso” una nuova
meta, le doti preziose che sono richieste possono essere: la flessibilità, la capacità di orientamento nelle diverse
situazioni , la gestione della paura e
dell'incertezza e lo scardinamento delle
solite abitudini su cui si poggia e costruisce il quotidiano.
Sono tutti questi ingredienti utili da mettere nella propria valigia interiore.
"Muoversi verso…significa immergersi
in comunità , paesaggi sconosciuti, Natura rigenerante
Questo nuovo assetto cognitivo costringe il soggetto a rimodulare le proprie categorie mentali per accogliere la diversità, includerla, superando una visione chiusa, limitata, ove esiste la tendenza a giudicare le altre culture, usando valori, norme e tradizioni del proprio gruppo come metro di giudizio assoluto.
Uscire dalla propria caverna Platonica, per immergersi in un mondo di significati che si disvelano grazie ai nostri sensi, rappresenta così, una possibilità di accogliere il nuovo.
Nei più piccoli, ho osservato in questi mesi, che il viaggio ha un valore peculiare, diviene quasi un atto magico. La partenza e l'esplorazione dei nuovi luoghi permette loro l’utilizzo delle abilità senso motorie, cognitive e sociali che vengono implementate grazie a questa esperienza che li educa all’emotività.
Conoscere i bambini fuori dal loro ambiente permette, magari , di ridefinire certi comportamenti obsoleti o ascoltarne e far emergere con attenzione degli altri migliori, più funzionali di quelli consolidati a casa, cristallizzati dalla routine.
Ho visto bimbi lasciar andare il pannolino, il ciuccio e acquisire altri interessi nuovi ; altri calmare l’agitazione con cui erano giunti; altri, ancora, migliorare la qualità del sonno, etc
Anche le persone più anziane, traggono dall'esperienza del viaggio e dell'accoglienza uno stimolo, una possibilità di" restare" con i propri tempi, e "andare" assecondando la curiosità dei luoghi e delle esperienze di incontro, potente motore vitale.
Ringrazio chi ho incontrato in questa esperienza che “fa ponte tra culture
e popoli” e sempre più rappresenta una
mia evoluzione personale, umana e professionale.
Ringrazio Roberto mio marito, braccio destro in questa esperienza e gatto
Puf che con la sua dolcezza, capacità di accogliere ha reso sorridente il volto
e il cuore di molte persone
La vecchia Lilla, ferma nella sua
cesta, con la zampina affaticata, ha continuato a ricordarci che la cura resta la più bella risposta che
possiamo donare agli altri, in ogni ambito.







